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    Riparare resta un diritto

    Pubblicato il: 18/09/2009
     

    Lo scorso 22 luglio la Commissione Europea ha ribadito la sua posizione in merito alla necessità di garantire la libera concorrenza all’interno del settore automotive, e ha rinnovato il Block Exemption Regulation per altri tre anni

    Operativo o non operativo, il Regolamento Monti (comunemente detto in Italia BER) è riuscito in questi anni a ritagliarsi uno spazio nell’interesse dei meccanici e in generale degli operatori del settore autoriparativo che forse nei primi tempi l’hanno “sottovalutato” e, nel tempo, hanno iniziato ad appassionarsi alla questione e ad attribuirgli la dovuta importanza.

    Proprio ora che sta per terminare, in pratica, visto che la data naturale di scadenza della Monti è fissata per il 2010.

    Per fortuna, o meglio per merito, la Commissione Europea, dopo mesi trascorsi a riflettere e a valutare successi e insuccessi del Regolamento, ha deciso di prorogare il termine di scadenza per… non interrompere gli effetti positivi che la BER cominciava ad avere almeno sul settore auto, e per dare al settore stesso una seconda (ma più breve) possibilità.

    Il BER dunque è stato rinnovato solo per il settore automotive, da cui bisogna sottolineare sono arrivate forti pressioni a favore della decisione di rinnovo da parte di associazioni di categoria, esponenti politici e, in particolare, da parte di un movimento europeo (Right 2 Repair, ormai noto a tutti) nato ad hoc, il quale ha inaugurato e condotto per mesi una campagna di informazione e di sensibilizzazione rivolta a tutti gli operatori del settore (il primo suo successo, infatti, è stato proprio riuscire a unirli tutti insieme in una battaglia comune!), un movimento che speriamo non muoia adesso, perché la sua missione è appena cominciata.

    La legge c’è, e per almeno tre anni riparare sarà considerato ancora un diritto oltre che un dovere, ma questo è solo il primo di una serie di traguardi che il settore della riparazione deve “tagliare”. In ordine di importanza, subito dopo questo, impegnarsi affinché la legge venga debitamente appresa e applicata da tutti gli esponenti del settore interessati, allo scopo comune di garantire alle proprie singole imprese la libertà di muoversi e di operare a favore del proprio business individuale e a beneficio di tutto il mercato.

    Un impegno che forse nel 2002, quando fu emanata per la prima volta la legge, non era stato preso troppo sul serio. Questa legge infatti, ricordiamo, era stata voluta principalmente dall’Europa proprio allo scopo di liberalizzare nonché incentivare la concorrenza, e di rendere accessibili a tutti i dati tecnici per la riparazione.

    In poche parole: di assicurare a tutti il diritto di riparare sempre e ovunque qualunque mezzo di qualunque marca.

    Le linee guida

    In pratica, rispetto al cosiddetto “mercato primario” la Commissione non ha riscontrato significative limitazioni della concorrenza, il che vuol dire che il Block Exemption Regulation 1400/2002 è stato particolarmente efficace.

    Tuttavia, nel rispetto di una sana competitività, ci sono alcune condizioni che andranno salvaguardate attraverso l’introduzione di specifiche linee guida.

    Sempre nell’ambito del “mercato primario”, i cosiddetti pericoli da scongiurare sono: prevenire l’eventuale esclusione di Case costruttrici concorrenti e salvaguardare il loro accesso alle reti di vendita e di riparazione; proteggere la competitività all’interno di uno stesso marchio; tutelare i rivenditori indipendenti. Come già affermato in precedenza, per quanto riguarda gli accordi per la vendita dei nuovi veicoli, verranno applicate le regole generali presenti nella normativa sugli accordi verticali. Al fine poi di consentire a tutti gli operatori di adeguarsi in tempo al nuovo regime generale, la Commissione propone di tenere in vigore le normative relative agli accordi per la distribuzione dei veicoli fino al 31 maggio 2013.

    Rispetto, invece, alle normative che devono regolare gli accordi per i servizi di riparazione, manutenzione, per la fornitura e la distribuzione di pezzi di ricambio, sono ancora al vaglio della Commissione alcune delle ipotesi proposte dall’Impact Assessment Report.

    In ogni caso, come per il “mercato primario”, è probabile che si farà riferimento a un regolamento generale, per poi pensare a specifiche clausole che possano portare alla risoluzione delle questioni più complicate.

    Accanto all’ipotesi di ricorrere a un regolamento generico, c’è anche quella di lavorare a un nuovo Block Exemption per gli accordi verticali da integrare con orientamenti mirati per il settore.

    Come anticipato a proposito delle ipotesi vagliate dall’IAR, non è da escludere una combinazione tra più strumenti legislativi, al fine di consentire alle autorità garanti della concorrenza di rispondere in modo efficace e più ampio alla questione. Come accennavamo, gli aspetti che preoccupano maggiormente gli operatori riguardano il controllo delle clausole di garanzie sui nuovi veicoli, la possibilità di accesso alle informazioni tecniche, ai pezzi di ricambio e alle reti dei riparatori autorizzati.

    L’applicazione di un nuovo regolamento e delle sue eventuali linee guida può portare a dei benefici immediati per le aziende coinvolte nell’aftermarket, per l’andamento del mercato e per i consumatori. Per questo motivo, la Commissione propone di continuare ad applicare la Ber non oltre il 31 maggio 2010 e, successivamente, fare entrare in vigore la formula legislativa più adatta per tutelare al meglio il settore.


    L'articolo integrale lo potete trovare nella rivista Parts di settembre

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